RIASSUNTO ''LA PATENTE'' DI PIRANDELLO
Rosario Chiarchiaro aveva la fama di essere un portatore di iella e per questo aveva richiesto una patente da iettatore, così da essere pagato per portare o non portare sfiga alla gente e poter sfamare la sua famiglia, composta da tre figlie e la moglie invalida.
Quando si presenta dal giudice è vestito di nero, come se fosse morto qualcuno.
Non solo aveva portato all'avvocato avversario i documenti testimonianti tutte le tragedie che aveva causato la sua iella, ma aveva anche dato i nomi di possibili testimoni della sua sfiga.
Il giudice gli chiese perchè volesse così tanto questa patente e lui rispose che era come un capitale per lui, un attestato che dichiarava la sua professione da iettatore.
Quando il giudice gli nega la patente e gli dice che non perderà la causa, dato che anche i testimoni avevano negato la sua sfortuna, definendolo addirittura un porta fortuna, Chiarchiaro lo maledice, dicendogli che gli cadrà un lampadario addosso se continuerà a negargli la patente di iettatore.
E così fu, appena Chiarchiaro abbandonò la stanza, il lampadario cadde sulla testa del giudice.
Mentre camminava per strada, la gente stingeva corni, chiavi o si grattava, poichè questi sono i così detti ''gesti scaccia sfortuna''.
Egli si recò da uno dei testimoni e lo accusò di averlo ucciso per la seconda volta.
Il testimone gli rispose che aveva detto solo cose belle sul suo conto, definendolo addirittura un porta fortuna, proprio come aveva detto il giudice.
Chiarchiaro, furioso, cominciò ad elencare le situazioni sfortunate che aveva portato, chiedendogli perchè non le avesse denunciate.
Poi disse che avrebbe dovuto testimoniare davanti a un giudice il suo essere uno iettatore, e prima di andarsene maledì il commerciante, infatti, una volta uscito dal negozio di razzi, questi esplosero tutti.
Poi si recò dall'ex ragazzo di sua figlia, intimandolo di testimoniare davanti al giudice la sua iella.
Intanto ricevette le solite occhiatacce dai passanti.
Infine si avvicinò al resto dei testimoni, facendogli notare che, ogni volta che passava, tutti stringevano dei porta fortuna o toccavano oggetti scaccia sfiga.
Intimò loro di testimoniare a suo sfavore davanti al giudice, maledì anche loro, nel caso non avessero fatto quello che gli aveva chiesto.
Gli fu concessa la patente e, nella scena finale, sta stilando un listino prezzi con sua figlia, che però è contraria e timorosa di arrivare alla rovina per questo.
La vita, in un modo o nell'altro, tornerà a sorridergli e lui smetterà di portare iella.
La situazione riportata in questa novella di Luigi Pirandello è comica, perchè lui è il contrario di quello che dovrebbe essere, dato che invece di essere contento, se avesse vinto la causa, sarebbe stato triste, poichè non avrebbe avuto la patente di iettatore e quindi non sarebbe riuscito a sfamare la sua famiglia.
Secondo me, Rosario Chiarchiaro, indossa una maschera, poichè lui si adatta alla maschera che gli avevano affibbiato i giudizi altrui, diventando quello che non è, cioè uno iettatore.

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